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Le applicazioni dei bilancieri

Presse a bilanciere

Scopri i settori di applicazione e il funzionamento delle presse a bilanciere Mecolpress.

Utilizzate per lo stampaggio a caldo, queste presse possono essere impiegate con qualsiasi tipologia di materiale e si contraddistinguono per la realizzazione di pezzi pieni.

Il funzionamento dei bilancieri

Mecolpress propone una numerosa gamma di presse sia idrauliche che meccaniche. In quest’ultima categoria rientrano anche i bilancieri, ideali per lo stampaggio a caldo di particolari di grosse dimensioni o che richiedono più passaggi di formatura. Queste presse meccaniche a vite possono essere dotate di comando con dischi a frizione oppure a comando diretto con servomotore elettrico.

La scelta del bilanciere è determinata in base alla tipologia del pezzo che si desidera stampare. Tratto distintivo della pressa a vite è proprio il rapporto forza-dimensione della macchina, che risulta superiore rispetto a quello caratteristico di una pressa meccanica eccentrica.

Queste presse meccaniche possono essere utilizzate con qualsiasi tipo di materiale e la cadenza delle battute è abbastanza ridotta. Per questo motivo si tende ad impiegare questa macchina per la produzione di lotti piccoli, ciò che spesso è vero per pezzi di grandi dimensioni.

Mecolpress propone alla propria clientela tre linee di presse a vite: la serie Dellavia e la serie Osterwalder che sono a frizione, e la serie TDS con motore elettrico. Tutti modelli di bilanciere possono essere integrati in linee di stampaggio complete ed automatiche, che dalla materia prima grezza in barre realizzano parti forgiate finite.

Il tonnellaggio può andare da 170 tonnellate fino ad oltre a 2.700 tonnellate, da scegliere a seconda della forma geometriche che si desidera ottenere e naturalmente del materiale da stampare.

Le applicazioni

I bilancieri vengono usati per la realizzazione di particolari destinati a diversi ambiti di applicazione tra cui ad esempio casse di orologi, pezzi per attrezzature sportive, per l’automotive oppure per protesi biomedicali in titanio.

È possibile dunque produrre particolari molto piccoli come ad esempio i tiranti delle zip dei vestiti fino a arrivare ad archi sportivi in alluminio da un metro di lunghezza. I pezzi prodotti da questo tipo di macchina non sono forati ma bensì pieni.

I bilancieri vengono impiegati molto anche nel settore della moda per realizzare fibbie per cinture e borse anche dalla forma brandizzata.

Per capire quale modello è più adatto alle proprie esigenze produttive basta rivolgersi all’ufficio vendite di Mecolpress. Grazie all’esperienza maturata negli anni nel settore dello stampaggio a caldo siamo in grado suggerire la macchina più performante a seconda del tipo di particolare che si vuole stampare ed è possibile effettuare una prova direttamente presso la nostra sede.

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Pressa a vite con criticità

Il bilanciere “indemoniato”

Anche quando certi macchinari presentano le problematiche più complesse e sembra che non ci sia soluzione, Mecolpress, grazie alla solide competenze tecniche che da sempre la contraddistinguono, è in grado di risolvere la situazione. Caso specifico è quanto successo con un nostro cliente e il suo bilanciere mal funzionante. Leggi tutto l’articolo per scoprire i dettagli.

Criticità del bilanciere

Poco tempo fa siamo stati contattati da un’azienda italiana specializzata nella produzione di vanghe, badili e altri attrezzi per il giardinaggio. Avevano acquistato da un nostro competitor un bilanciere usato, poiché avevano l’esigenza di automatizzare la linea di stampaggio per vanghe e badili con dei robot. Fin da subito purtroppo avevano riscontrato dei problemi di mal funzionamento del macchinario.

La pressa a vite infatti dopo solo tre o quattro ore di lavoro perdeva capacità di battuta fino ad arrivare a fermarsi del tutto ed inoltre consumava in maniera eccessiva gli anelli di cuoio che dovevano essere sostituiti anche tre volte al mese.

Sembrava proprio che il bilanciere fosse “indemoniato” e neppure chi gli aveva venduto la macchina in prima istanza era riuscito a risolvere il problema, nonostante i numerosi e lunghi interventi tecnici.

Non riuscendo a riparare in alcun modo il macchinario e grazie al suggerimenti di fornitori di altre macchine l’azienda decide quindi di rivolgersi a noi di Mecolpress nella speranza di trovare un valido supporto tecnico.

L’intervento di Mecolpress

A seguito di un primo contatto telefonico, il nostro tecnico è intervenuto direttamente sulla pressa e dopo una prima analisi meccanica ha deciso di smontare la vite principale per cercare il possibile difetto interno alla macchina.

Dopo una mezza giornata lavorativa il nostro esperto aveva individuato il problema: uno degli anelli di bronzo infatti era stato costruito con una tolleranza errata e di conseguenza causava un aumento di temperatura nella vite. I materiali pertanto si dilatavano e portavano a un blocco completo della pressa.

I nostri concorrenti non erano riusciti nemmeno a ipotizzare questo problema, mentre il nostro tecnico in una giornata lavorativa era stato in grado di diagnosticare con precisione la fonte del mal funzionamento.

Dischi sul Bilanciere
Anelli di Cuoio Bilancieri

Questo case study ha dimostrato quanto sia importante disporre di tutti i progetti e di tutte le specifiche tecniche dei macchinari su cui si vuole operare. L’anello di bronzo del bilanciere in oggetto era stato realizzato sulla base di un’analisi meccanica superficiale e dettata da una scarsa conoscenza della progettazione completa del macchinario.

Mecolpress ha dato prova di avere la capacità e l’esperienza necessarie per saper valutare quando un dettaglio può fare la differenza. Anche dei dettagli trascurabili infatti possono ricoprire un ruolo fondamentale nel funzionamento ottimale di una pressa.

La nostra azienda si è rivelata essere un partner affidabile e competente a cui rivolgersi per questioni tecniche complesse e apparentemente insuperabili.

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Bilancieri a frizione ed elettrici

Bilanciere a frizione oppure elettrico?

I bilancieri possono essere a frizione oppure elettrici. Quale scegliere?

La decisione del modello è legata alla tipologia di pezzi che si vuole ottenere ma anche alla performance della pressa.

La pressa meccanica a frizione è dotata di un volano che fa girare la vite in senso orario o antiorario, facendo in questo modo scendere o salire la mazza. In questo caso la trasmissione del moto dal motore elettrico al volano viene effettuata tramite la frizione che si crea su un anello di cuoio. Questo modello non consente un controllo diretto del motore e del volano, anche se presenta dei notevoli vantaggi in termini di risparmio energetico. Un bilanciere a frizione infatti ha un consumo medio di circa 40 KWh.

Queste presse richiedono un investimento minore rispetto al bilanciere con servomotore elettrico, ma necessitano della sostituzione del cuoio, indispensabile per il movimento della slitta, quando si usura.

Adatti allo stampaggio a caldo di qualsiasi tipologia di materiale, i bilancieri a frizione vengono impiegati per la produzione di pezzi pieni.

Questa pressa a differenza di quella a frizione si distingue per un motore elettrico montato direttamente sul volano, nella parte alta della macchina, e che fa muovere la vite. Grazie a questa sua caratteristica, il bilanciere elettrico consente un maggior controllo sulla processo produttivo. È possibile infatti controllare la velocità sia di discesa che di risalita in tutti gli istanti, avere dei feedback diretti su quanto sta facendo la macchina e calcolare il tonnellaggio necessario per lo stampaggio a caldo dei pezzi che si vogliono produrre.

Il bilanciere elettrico richiede più energia elettrica, ma le sue componenti si usurano di meno ed è particolarmente indicato per la produzione di particolari che richiedono più colpi per essere completati. Inoltre è possibile ottenere molta energia con una corsa ridotta, cosa che non avviene nel caso del bilanciere a frizione. Di conseguenza questa macchina ha una tasso di produttività leggermente più elevato rispetto ad una macchina tradizionale.

Le presse meccaniche a vite elettriche della Serie TDS di Mecolpress inoltre possono essere dotate del software Calipso, anch’esso progettato dalla nostra azienda, che consente l’acquisizione e la registrazione dei dati in tempo reale. In questo modo l’utilizzatore finale può effettuare una valutazione del processo e intervenire per ottimizzarlo.

Bilanciere a frizione oppure elettrico?

Per capire quale pressa è più indicata per la vostra azienda basta rivolgersi all’ufficio vendite Mecolpress.

Analizzando insieme le esigenze produttive e la tipologia di pezzi da stampare vi aiuteremo a scegliere la pressa più adatta e più performante per la vostra realtà produttiva.

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